Negli ultimi anni l’interesse verso il fenomeno delle Crisi d’Impresa si è acuito a seguito della crescente frequenza di casi di insolvenza e di indebolimento della capacità di sopravvivenza di numerose imprese.

Quando si parla di Crisi d’Impresa ci si riferisce a fattori complessi che trovano origine da situazioni anomale verificatesi in una o più fasi dell’organizzazione e della gestione di un’impresa. Un’impresa è considerata in crisi quando si trova ad operare in condizioni economicamente inefficienti o versa in una situazione di diffuso disordine orientativo e gestionale.

Il Professionista affronta le situazioni di crisi dell’impresa cliente cercando di fornire un modello utile alla comprensione, alla diagnosi ed alla prognosi delle situazioni di crisi aziendali, qualificate come situazioni di squilibrio della formula strategica. Si proverà dapprima ad utilizzare le principali tecniche di previsione delle insolvenze e delle crisi aziendali, al fine di metterne in luce potenzialità e limiti applicativi. Dopodiché si esamineranno le procedure giuridiche di risanamento attualmente disponibili dalla legislazione italiana nell’ambito della procedure pre-concorsuali e concorsuali.

Le situazioni di criticità che destano particolare allarme sono individuate negli squilibri economico, finanziario e patrimoniale. Lo squilibrio economico opera quando i ricavi prodotti dall’attività d’impresa non riescono più a coprire i costi di gestione e quindi essa opera in maniera antieconomica generando perdite destinate ad intaccare il patrimonio netto.

Lo squilibrio finanziario si ha quando l’impresa si finanzia prevalentemente con mezzi di terzi e quindi il patrimonio netto risulta inadeguato a finanziare le attività programmate, per cui si deve ricorrere all’indebitamento (leva finanziaria), che può risultare vantaggiosa quando il rendimento atteso è maggiore dei costi di mezzi di terzi: in caso contrario (leva negativa) può innescare una situazione patologica e condurre a una crisi di solvibilità.